tre minuti di panico in formato wps

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25 febbraio 2015 di maleberto

Oggi abbiamo vissuto un momento di autentico panico in ufficio.

 

Tutto inizia con una mail apparentemente innocua mandata da un cliente all’uomo più profumato del mondo. Il nostro uomo, forte della sua patente europea dei computer appesa dietro la scrivania, la apre con noncuranza, ma presto si accorge di un problema: l’allegato! E’ di un formato misterioso e sconosciuto: wps. Nessun programma associato. Che fare?

 

Il nostro uomo non cede al panico. La sua esperienza gli dice di rivolgersi all’ufficio di fronte, che poi è il mio, e riporre in me le ben poche speranze di aprire questo diabolico contenitore di informazioni. Viene quindi fisicamente nel mio ufficio, e mi sottopone l’arcano.

 

Non avevo mai sentito questo formato di file, ma non per questo ho preso decisioni affrettate. Non rassegno quindi le dimissioni per manifesta ignoranza dei fondamenti dell’informatica, e provo a chiedere all’oracolo, digitando

wps filetype

nella casella di testo di un noto motore di ricerca.

 

Sono stato molto veloce, ma non abbastanza, perché l’uomo più profumato del mondo ha già deciso di agire per vie alternative. Senza attendere le mie ricerche, o deluso dal fatto che non avessi già in me la risposta, ha deciso per motivi misteriosi di inoltrare l’email con l’allegato arcano ad un collega in un altro ufficio. Accidenti, ma qui rischiamo di generare panico tra gli uffici!

 

Me prontamente il nostro intraprendente collega accompagna il viaggio digitale della sua email con uno spostamento del suo corpo olezzante, ed irrompe inatteso nell’ufficio della mia collega di fronte. Mentre scopro che il wps è un vecchio formato di videoscrittura adottato da Works, l’antenato povero del notorio programma Word, lui sta facendo la cosa più utile del mondo: sta dicendo alla nostra collega che gli ha inoltrato una email con un allegato strano che non riesce ad aprire. Quindi torna concitato nel suo ufficio.

 

Nonostante tutti questi spostamenti da un ufficio all’altro, sono già quattro, il problema non è ancora risolto, La costernazione sul volto del nostro si manifesta in in alcune perle di sudore ed un rossore diffuso. Decido che è ora di comunicargli la soluzione dell’arzigogolo: basta usare un qualsiasi programma di videoscrittura, e il contenuto del demoniaco allegato si manifesterà magicamente. Ormai credo che il panico si sia impadronito del nostro uomo, e non riesce a visualizzare la soluzione con la calma che mi aspetto. Decido di essere quindi più chiaro: il wps è un vecchio formato di un vecchio programma, tale Works, e per aprirlo deve usare WordWorksWord… c’è un po’ di confusione. Mi chiede se deve usare Works. No, deve usare Word.

 

Il nostro torna nel suo ufficio e prova, scettico. Eureka! Il wps dischiude i suoi segreti sul monitor, pronto per essere analizzato o stampato. L’euforia dell’evento genera nell’uomo più profumato del mondo una epifania informatica: ricordandosi della sua competenza con i computer testimoniata dalla patente ECDL appesa al muro, decide di dare pieno sfoggio delle sue abilità. In pochi minuti salva con destrezza il file ormai domato in un formato più digeribile. Quindi lo inoltra di nuovo alla collega di prima. Di nuovo accompagna il percorso dell’email spostandosi nell’ufficio della poveretta, per comunicargli come ha risolto l’enigma:

il wps è un file di Works, ma va aperto con Word!

A questa rivelazione segue la comunicazione più importante: la informa che le ha inoltrato la mail con l’allegato salvato nel formato corretto. Il successo della sua impresa è talmente eclatante che il nostro uomo viene applaudito da clamorosi scoppi di imbarazzante silenzio da parte della collega e delle sue compagne di ufficio. A questo punto il nostro eroe capisce dai numerosi sguardi fissi sui monitor che il popolo richiede a gran voce un discorso conclusivo di un certo effetto a coronare la disavventura a lieto fine. Il novello oratore si scaglia quindi in una filippica contro questo cliente che semina il panico per tutta la rete con il folle uso di un formato di file sconsiderato. Il nostro uomo si assume quindi il dovere di non oziare sulla questione godendosi la meritata gloria dell’impresa, ma di comunicare quanto prima al cliente che dovrà prendere seri provvedimenti per porre fine una volta per tutte a questi sciagurati episodi.

 

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